27 giugno 2012


Effetto afrodisiaco del Vino

Effetto afrodisiaco del vino

Effetto afrodisiaco dei vini sardi, questo e' oggi il tema del nostro tread,
come funziona l' effetto afrodisiaco del vino, sara' vero?
Partiamo da quì per studiare e riportare citazioni letterarie,
leggende, cultura e ... veri e propri test clinici a dimostrazione scientifica!
Vi prometto che ne vedrete delle belle!!!
Ah! scordavo! Voglio il parere delle donne!!! e' molto importante!!!

Claudia Andreatti, mis Italia 2006

Claudia Andreatti, mis Italia 2006,era madrina di "Vini nel Mondo",
ha svolto eccellentemente il ruolo educativo orientato al bere consapevole
con la sua citazione: "se fossi un vino sarei un vermentino sardo profumato
fresco e gioioso". Inoltre: "Preferisco i vini bianchi soppratutto d' estate quando
il clima si fa piu' cocente" ha detto la presentatrice trentina.
Certamente il modo piu' sottile per stimolare una donna dovrebbe essere il lato
olfattivo in quanto, il gentil sesso si affida al naso anche per scegliere il partner.

Bellissima, linea perfetta, buona forchetta ma di qualita', questa donna sarebbe
il testimonial perfetto ed invidiabile per qualsiasi vino di qualita', oltre ad essere e
rimanere un sex simbol di suo (meritocraticamente).
(fonte il messaggero 15/06/2012 )


Vino Afrodisiaco

Vino Afrodisiaco: il vino, come afrodisiaco, conosciuto fin dagli antichi e' una delle 
prime cose che sperimentano i giovani. I liceali studiano nell' "Ars Amandi" di Ovidio: 
"il vino basta a vincere la vilta' del pudore, ed a mettere in forza il piacere".
Qualunque vino e' adatto allo scopo, i migliori sarebbero i bianchi o i rossi
preferibilmente molto alcolosi. C' è chi aggiunge in 2 litri di vino bianco 
un miscuglio di 30 g di vaniglia, 30 g di cannella, 30 g di rabarbaro, 30 g di ginseng, 
e infine 5 g di tintura ambra, ben mesolati... rimuovere ogni 24 ore per 15 giorni. 
Poi si filtra e si puo' bere il vino
(Fonte www.studenti.it )

Secondo Eli, di "ilbraccoitaliano.net" la credenza popolare associa una maggiore
virilità assumendo una certa quantità di alcool. In varie popolazioni montanare
(come gli alpini, o da noi la Barbagia e le altre comunita' montane e montagnine)
esiste la convinzione "virilità=quantità di alcool sopportata". La medicina attuale,
dimostra coi suoi studi un aumento della libido in seguito ad una abbondante 
bevuta, ma è scientificamente dimostrato che, con l'abuso ripetuto e continuato 
di alcool, sarà proprio la virilità a scomparire. Da quà nasce il delirio della
gelosia verso la propria donna (e di qui' tutte le conseguenze a livello sociale
del vino), perchè mai e poi mai il bevitore riconosce e accetta la propria impotenza.
Eli conclude dicendo: "Quindi.....attenti uomini!!!
Di conseguenza, questo effetto afrodisiaco del vino va ricercato occasionalmente,
meglio se con vini di alta qualita', e possibilmente in un contesto emotivo
che non deluda ma incoraggi l' esperienza!


Marta Ferrucci su Girl Power  introduce il suo tread riportando una citazione d' inizio
del libro "Afrodita" di Isabella Allende: "Mi pento di tutte le diete, dei piatti 
deliziosi rifiutati per vanità, così come mi pento di tutte le occasioni di fare 
l'amore lasciate andare per occuparmi di faccende in sospeso o per virtù puritana.
Nel libro la scrittrice dispensa ricette afrodisiache e innumerevoli consigli per gli amanti...
Marta nel forum descrive poi una serie di ricettine afrodisiache tutte da provare,
e tante spezie reperibili sia in negozio che in campagna, cosi mi piace,
in assoluta liberta' ed in contatto fisico e chimico con la terra su cui vivo.
Cita il coriandolo, che va molto d' accordo col vino, soprattutto perche'
induce euforia, bisogna non esagerare perche' potrebbe proprio
"drogare" gli amanti, li farebbe ridere ridere e poi non combinano nulla.
Il coriandolo nel vino esiste gia', e' il vermout, che in Sardegna non e' molto
usato, pochi lo apprezzano come aperitivo.
Il vermout ti da una balla leggera che non te ne accorgi, non ti senti pesante
e ti disinibisce completamente in modo quasi pericoloso! e' un guaio... 



La Vernaccia di Oristano

La Vernaccia di Oristano e' un vino ambrato, ottenuto da uve "Vernaccia di Oristano".
Ricordiamo subito che il nome vernaccia proviene dal latino Vernacula, che significa:
"del posto", particolarita' di quel territorio; quindi la vernaccia di oristano era una
razza a se, autoctona della Sardegna, non aveva nessuna corrispondenza o parentela
con le altre qualita' di uva e di vino delle altre province dell' impero romano. Cultivar
spontanea formatasi o evolutasi "indipendentemente" in Sardegna.
foto grappolo vernaccia, vernaccia di oristano, vini bianchi sardi.
La vernaccia di Oristano cresce solamente a nord del fiume Tirso, terra pianeggiante
quasi al livello del mare... riguarda il territorio dei paesi: Riola, Baratili, Solarussa,
Cabras... Il tipo di suolo del territorio Vernaccia e' prevalentemente: umido e privo
di calcio, riparato dai venti forti...


Foto, vernaccia di oristano, vini sardi.
Dalla foto si evince il tipo di coltivazione "ad alberello" e non a spalliera come invece
il vermentino. Questo nostro viticcio ha un portamanto nolto piu' rampicante e molto
meno docile, a detta di chi lo lavora e' un impresa sbrogliarlo dai supporti e dei paletti
per eseguire potature o scelta dei tralci. Ricordiamo inoltre che la Vernaccia di Oristano
e' un vino ambrato ottenuto da viticcio Vernaccia di Oristano coltivato solo su innesto su
ceppo americano, in seguito all' epidemia di filossea del 1600, che rischio' di portare
il nostro viticcio autoctono vernaccia di oristano all' estinzione. La nostra Vernaccia oggi
si propone come aperitivo e come vino da tutto pasto, accompagna in modo sublime
frutta secca e dolci tipici sardi, il pesce(dal sapore forte), oppure la bottarga di
Muggine, molto apprezzata nell' isola sarda.

foto vernaccia, vernaccia di oristano, vino bianco sardo

IL SAPORE DELLA VERNACCIA: ...

La vernaccia di Oristano, la sua vinificazione.
Ora vediamo la fase di fermentazione della vernaccia che si mostra anch' essa diversa
da tutte le altre, forse unica al mondo (potrebbe avere qualche lontano parente in
Spagna). La vernaccia di Oristano ha una fermentazione a base di lieviti (muffe)
che si formano in superficie e scendono filtrando il mosto fino a depositarsi sul fondo.
foto botte vernaccia vernaccia di oristano, vini sardi.
Questo vino (la vernaccia di Oristano) aveva bisogno per fermentare di botti lunghe e
strette; oggi si usano invece botti piu' larghe botti che vengono riempite a 3/4 di
vernaccia, i lieviti creati in presenza di tanto ossigeno attraversano la vernaccia
filtrandola e portando giu' tutte le impurita' che la terrebbero torbida e scura,
chiarificandola in modo del tutto naturale. Da notare bene che questo processo
di fermentazione della  Vernaccia di Oristano (botte piena a 3/4) applicato a
qualsiasi altro mosto o vino lo manderebbe in aceto, ovvero l' ossigeno farebbe
reagire l' alcool trasformandolo in acido acetico fin dall' inizio della fermentazione.
Solo la Vernaccia di Oristano porta a termine la fermentazione in 12/18 mesi,
con una presenza di ossigeno nella botte per circa un quarto della capienza;
precisiamo che tutti gli altri mosti/vini, hanno la necessita' di riempire la botte
fino al tappo. La Vernaccia di Oristano dall' acino piccolo, perfettamente
rotondo e biondo di colore, ha la buccia molto sottile e delicata.

Foto grappolo vernaccia, vernaccia, vini sardi,
si conferma come dal nome latino (vernaculae) un vino sardo speciale senza
corrispondenti nel resto del mondo. Un vino legato al territorio e che esprime e
interpreta pienamente il territorio, il Campidano alto Oristanese e l' alta valle del
Tirso, conosciuti come il territorio della Vernaccia.


Gli Antiossidanti della Vernaccia di Oristano


Gli antiossidanti della vernaccia di Oristano: la Vernaccia di Oristano DOC e'
un vino ambrato, un po' scuro, ricco di antiossidanti. Gli antiossidanti sono delle
sostanze alimentari presenti negli alimenti, possono essere anche delle vitamine.
Gli antiossidanti della Vernaccia di Oristano sono della classe dei flavonoidi, il loro
nome significa colore giallo; i flavonoidi sono contenuti in tutto cio' che e' giallo, come
tutti gli antiossidanti hanno degli effetti benefici su vari organi e funzioni del corpo
umano fra cui la circolazione del sangue, l' attivita' cardiaca, la funzionalita' delle cellulee
di vari organi vitali, (rallentano anche il processo d' invecchiamento delle singole cellule,
per questo sono chiamate antiossidanti). Abbiamo precedentemente affermato che i
vini sardi sono ricchissimi di antiossidanti (e vitamine), probabilmente li produce la vite
per mantenere intatto il frutto fino all' autunno, o forse per difenderlo dal sole.
La Vernaccia di Oristano e' uno dei pochi vini bianchi che tiene benissimo
l' invecchiamento, anzi, e' proprio al terzo anno di eta' che da il meglio di se... nasce
come un vino gia' alcoloso, (fra i 13,5 e i 16,5°) ed invecchiando acquista quasi un grado
all' anno nei primi tre anni. Il fatto che la vernaccia tenga bene l' invecchiamento (forse
e' il vino bianco che meglio invecchia rispetto a tutti gli altri vini bianchi del resto del
mondo), questo denota un altissima quantita' di sostanze antiossidanti, sostanze che
da loro, tengono fermi (o rallentano) tutti i normali processi di ossidazione delle
molecole in tutti gli alimenti. Ricordiamo anche: il carattere gustativo e olfattivo
del vino e' composto da oltre 4000 molecole diverse combinate fra loro, che
ricostruiscono l' intero habitat del vigneto e le sue situazioni climatiche. La dieta
mediterranea consiglia l' assunzione moderata del vino a pasto; dipende dalle
occasioni, anche fuori pasto, come ad esempio per accompagnare dolci o frutta
secca, i quali accompagnati con l' acqua rimarrebbero un po' sullo stomaco.
E' bene tenere a mente che gli antiossidanti, individuati nel colore giallo,
andrebbero accompagnati a cibi contenenti meno, molti meno, antiossidanti.
(Una dieta troppo ricca di antiossidanti favorisce l' ossidazione delle cellule,
il conseguente invecchiamento precoce). Credo sia un errore consumare molto vino nello
stesso periodo in cui si consuma molta frutta. Ad esempio la vernaccia sta bene anche
coi fiori di zucca fritti; si, il fiore contiene sicuramente antiossidanti ma dopo la cottura e
l' impanatura di uovo e semola o pane gratugiato e la cottura da questo punto di vista
diventano neutri. Chi consuma molto vino dovrebbe consumare spesso anche ortaggi
freschi per bilanciare, insalata cruda o cotta,cardi; i migliori disintossicanti per il fegato
sono il carciofo e il cardo mariano, che rigenera la cellula epatica.
Occhio anche ai tannini, che sono sostanze velenose, spesso contenute nel vino,
(non tanto nella vernaccia quanto piu' nei rossi ) danno una sensazione di lingua asciutta,
palato asciutto; i tannini trasformano la pelle in cuoio, in qualche caso sono usati per
curare le ulcere (ma solo sotto controllo medico), piu' spesso sono un motivo per
buttare via il vino... Da  parte mia e' meglio consumare vini naturali dove la misura
della lucidita' o della sbornia te la danno le sensazioni che senti al palato e allo stomaco,
anziche' bere i cocktail colorati delle discoteche che ti ubriacano senza farti accorgere
(e li son danni!).

Sergio Atzeni nel suo "passavamo sulla terra leggeri" scrive di
"un venditore di vini oristanese che vantava di avere una vernaccia invecchiata 20 anni"...
Per tanti oristanesi il bicchiere di vernaccia e' ancora oggi una medicina che guarisce
dolori e malatie gia' al primo sorso.
Fa miracoli.

foto vernaccia di oristano, vini bianchi sardi.
vernaccia di oristano

Abbiamo visto quindi che la vernaccia di Oristano e' un vino bianco sardo diverso
da tutti gli altri vini del mondo. Diverso vuoi per la fase di vinificazione e invecchiamento,
per la forma del viticcio, la forma dell' acino, le sostanze curative o gli effetti benefici
che ha sull' organismo, quando consumata nella giusta quantita'
http://www.sardinianlife.com/vernaccia-di-oristano/158-vernaccia-eleonora-.html .

Tengo a precisare che il crollo della produzione e vendita della Vernaccia di Oristano
avvenne a causa della commercializzazione di drink e bevande prodotte da multinazionali
quali l' Aperol e altre... Drink e bevande studiati e promossi in maniera scientifica con
marketing da killer di mercato e di prodotti locali. Adesso si sta cercando di recuperare,
con opere, con marketing di segno opposto, con eventi e manifestazioni culturali per
rivalorizzare la vernaccia e tutto il comparto produttivo Oristanese.
Ci furono poi speculazioni politiche che videro i comparti produttivi della  
Vernaccia di Oristano e del vermentino di Gallura farsi la guerra per aggiudicarsi i
contributi dell' unione europea, e poi, in questo mare di pesci cani tanti contadini furono
costretti a vendere le quote delle vigne, si da creare a costo zero nuovi ricchi a livello
globale ora che si apre il mercato cinese, russo e brasiliano.
A deprezzare la vernaccia contribui' anche la classificazione dei vini in vini da tavola sotto
 i 12,5 %vol e vini da tagli sopra i 13,5%vol classificati come vini da taglio, quindi vedeva
quasi tutta la vernaccia fuori dal mercato nobile dei vini da pasto.
Noi sardi speriamo in un altra generazione di viticoltori
e in tante annate future di Vernaccia di Oristano.







Tag: vernaccia, vernaccia di Oristano, vino, vini bianchi, vini bianchi sardi,
antiossidanti della vernaccia di oristano, flavonoidi.





I Vini senza solfiti aggiunti

 

I Vini Melis non sono i soliti vini, esordiamo in questo thread,
i Vini Melis sono fra i vini pù buoni... Sono vini che esprimono fortemente
le caratteristiche del territorio, il Campidano, la pianura della Sardegna.
Immagine, vini melis, vini sardi.

Per saperne di piu' Vini sardi Melis...
Il vino e' una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione naturale del succo d' uva (mosto) matura o appassita. I Vini bianchi rossi e rosati si dividono in vini da taglio
(fra i 14 e 16 gradi) e vini da pasto (fra 9 e 12 gradi). In Sardegna, per
tradizione, gusti ed altri motivi, prediligiamo a pasto dei vini che l' enologia
considera da taglio. I principali componenti del vino sono
l' acqua (80%), l' alcool (16), la glicerina, e poi una serie di sostanze di
tipo vitaminico o altro. Le principali caratteristiche del vino devono essere la limpidezza,
il colore, l' odore, il profumo, il sapore. I vini vanno soggetti a malatie e possono essere
sofisticati; ovviamente una profonda conoscenza dell' enologia e dei metodi naturali di
vinificazione ci permettono di fare ottimi vini naturali, limitando al minimo l' uso dei
conservanti e delle altre sostanze chimiche, la differenza sta nella politica aziendale e
nella preparazione dell' enologo, un enologo capace cura il vino senza sostanze
chimiche e senza solfiti.

I Vini Melis sono vini senza solfiti aggiunti

I Vini Melis sono vini senza solfiti aggiunti,
vini naturali ottenuti da uve coltivate biologicamente nelle proprieta' Melis di Terralba
e Uras. La fermentazione dei nostri vini viene fatta e controllata con metodi fisici e non
chimici. I nostri vini Melis hanno bisogno di ossigenarsi fra i 5 e i 10 minuti prima di
essere degustati o consumati, riacquistando con l' ossigenazione le loro note originali
fruttate ed aromatiche e i loro sapori caratteristici come tutti i vini sardi. "Ripeto:
bisogna lasciar riossigenare il vino prima della degustazione", se no non riaquista le
note di gusto e di profumo che vi ho appena citato.

Si tratta di vini buonissimi che per esigenze di commercializzazione sono stabilizzati
 (se no, non si vendono). Si tratta di vini buonissimi che per esigenze di
commercializzazione sono stabilizzati con metodi fisici e non chimici (ricordo la
differenza fra fenomeni chimici, difficilmente reversibili e fenomeni fisici, sempre
reversibili). Si tratta di vini sardi stabilizzati con metodi fisici, senza solfiti aggiunti.
Ci tengo a precisare: i vini ed alcuni frutti contengono naturalmente sofiti naturali,
prodotti dalla pianta in piccolissime quantita'. I metodi di controllo durante la
fermentazione riguardano principalmente il controllo della temperatura, i rimontaggi
frequenti, se necessario, i travasi, i filtraggi e le chiarificazioni.

La pastorizzazione invece, e' l' operazione compiuta prima dell' imbottigliamento,
consiste in un brusco abbassamento della temperatura del vino, proprio mentre
si sta imbottigliando: il vino viene fatto scorrere all' interno di una cannula in rame
e portato alla temperatura di 4°, istantaneamente. Questo sbalzo termico senza
delicatezza "ferma" tutti i processi di fermentazione ed ellimina tutte le possibilita
di riproduzione di microorganismi all' interno del vino; sembra brutto da dire, ma
il nostro e' il modo naturale per eccellenza per conservare il vino e far si che non
cambi colore durante il trasporto o che non risenta di mutamenti di sapore agli di
sbalzi di temperatura. Ripeto, non vorrei che il cliente si trovasse stranito, o si
facesse un concetto sbagliato, questo e' il modo migliore e piu' naturale di preparare
il vino alla commercializzazione.

Altro processo e' l' imbottigliamento in atmosfera protetta di azoto.

Come tutti ben sappiamo l' azoto e' un gas naturale presente nell' atmosfera,
una percentuale di azoto la respiriamo ad ogni boccata d' aria; nel caso dei  
vini, imbottigliati e sigillati in atmosfera protettiva di azoto, questo avviene
per sottrarre l' ossigeno che potrebbe riinnescare processi di fermentazione
durante il trasporto o la permanenza in negozio.
 
Il tappo e' un tappo in sughero naturale di ottima qualita', non trucciolato, viene
poi sigillato da una pellicola in planstica di color oro, argento, ottone, non
trasparente, che protegge il collo della bottilia da radiazioni luminose (tengo a
ricordare che flavonoidi e vitamine del vino potrebbero essere distrutte da calore
o luce del sole. Grazie a queste tecniche di conservazione che vi ho descritto, i
nostri vini vengono tenuti genuini, e son sempre pronti ad esser consumati qui',
oppure ad esser spediti dall' altra parte del mondo, ad allietare i palati con gusti esotici.
* * *
(Sono lontani gli anni 80 quando mio padre partiva per lavorare in trasferta in
nord Italia e qualche volta anche in Svizzera, e doveva caricarsi delle piccole
scorte di vino in macchina, sigillandone il tappo con la cera delle candele,
avvolgendo le bottiglie col giornale, e mettendole dentro uno scatolone di cartone,
stabilizzato con sabbia o segatura per proteggerlo dagli sbalzi di temperatura lungo
il viaggio, ed infine, lasciarlo stabilizzare almeno 2 settimane in una dispensa al buio
e con una temperatura costante... sono lontani anni luce, quegli anni in cui se non si
faceva attenzione il vino cambiava colore durante o dopo il trasporto... cambiava
notevolmente sapore al cambiare delle condizioni di umidita' dell' aria. (Mio padre
ha preso la licenza media in un corso lavoratori, senza saperlo era un ecologista
estremista, era un verde senza saperlo, gia' prima che i verdi comparissero in
parlamento (che brutta parola!) ...Dice che i solfiti aggiunti nel vino fanno venire i mal di
testa e combatteva a modo suo la battaglia ecologista, coi suoi mezzi e con la sua
conoscienza senza apporto di sostanze chimiche, senza aggiunta di componenti
estranei al vino). La sua e' quasi una religione, aspetta le giornate di cielo sereno
per travasare il vino nelle damigiane o nei fiaschi, cura in modo maniacale la vigna
da febraio, sceglie i tralci dafar crescere e pota gli altri, taglia le foglie intorno ai
grappoli in modo che prendano il sole diretto tutto il giorno.
Nel suo calendario la vendemmia e' come Pasqua!

Tornando ai vini Melis

Oggi con la pastorizzazione e l' imbottigliamento in atmosfera protettiva,
la protezione dai raggi solari e dagli sbalzi di calore apportati dal pacagin
il vino puo' essere consumato, anche dopo un trasporto in nave o in aereo,
senza alcun cambiamento nelle qualita' organolettiche o nell' aroma olfattivo.





Tag: vini, vini sardi, vini Melis, vini senza solfiti aggiunti, vini naturali, vini bianchi rossi e rosati,

I VINI NATURALI RISPECCHIANO L' HABITAT NATURALE INTORNO.

I VINI NATURALI RISPECCHIANO L' HABITAT NATURALE INTORNO.

I vini naturali rispecchiano l' abitat naturale intorno, ovvero,
fra le migliaia di molecole che compongono il sapore e il profumo del vino
vi e' una quantita' che ricompone in modo speculare l' habitat delle piante e delle condizioni del terreno intorno. Abbiamo quindi che in vigneti vicino al mare molti vini rispecchiano un leggero sentore di salsedine. In presenza di frutteti molto estesi, e sopprattutto con frutti molto sapidi come le albicocche, il vino riporta sentori fruttati che ricordano l' albicocca.
Altri vini attingono aromi dai frutti e fiori delle siepi, generalmente frutti rossi estivi, molto carichi di antociani come le uve stesse. Nella mia terra cresce molto iperico, la sua fioritura arriva al momento massimo nei giorni di San Giovanni (solstizio d' estate); conoscendo l'ì iperico come un erba con tanti principi attivi
medicinali e farmacologici, usato nell' ambito delle terapie antidepressive, in particolare per le donne in menopausa ma anche in olii cicatrizzanti, capaci di guarire le ustioni al primo contatto. Il suo uso e' consentito solo su prescrizione e controllo medico.

 Io vorrei provare a coltivare un filare di iperico affianco al vigneo, solo per curiosita' di vedere che vino esce...Naturalmente la fioritura dell' iperico avviene quando l' uva e' ancora molto acerba, questo mitiga l' influenza di molti sentori, ma il profumo dell' iperico e' cosi' denso, aromatico e penetrante, come l' elicriso o la liquirizia. Lo faro' con le uve bianche, poi quando il vino e' adulto vi faccio sapere...

                                   Vino 2.0

                                                       Vino 2.0

Esordiamo con questo tread per discorrere sulla commercializzazione dei vini oggi.
Oggi assistiamo ad una leadership italiana nel settore dei vini, e' nata una vera e
propria industria della vite, del vino, con tanto di esperti e di indotto miliardario
sulla pubblicita. E' cambiato il modo di bere il vino, e' cambiato il modo di
vendere il vino, e' cambiato il modo di produrre il vino. E' cambiata la tecnica
del produrre, i vigneti son estesi per ettari, si produce solo con le quote assegnate
dall' unione europea oppure si comprano le quote dei piu' piccoli, le uve vengono
lavorate e vinificate in cantine che costano milioni di euro, con tanto di controllo
computerizzato sulle condizioni di produzione e di fermentazione quali la
temperatura. (Vi racconto la verita' ma non spaventatevi).
Una piccola parte della produzione viene davvero fatta fermentare in botti di
legni pregiati, il resto per lo piu' in gigantesche cisterne in acciaio, ma questo
non fa male al vino... certo, toglie il sentore della botte, ma restano tutti gli
altri e permette di tener sotto controllo i microorganismi. E' cambiato il modo
di bere il vino... ricordo i tempi, di quando un bicchiere di vino serviva a
mandare via la paura o a consolare dopo una brutta notizia, ed il vino lo
beveva sia l' omino di tutti i giorni che il dottore e il maresciallo. Le attuali
tecniche di marketing enologico invece ci vogliono tutti ricchi e vincenti.
Non contemplano piu' il lato emozionale del vino. Il vino viene privato
tecnicamente del suo lato romantico, molto mediterraneo e reinserito in un
contesto altoborghese quasi anglosassone, il vino del manager che non
sbaglia mai, il vino del viaggiatore o del turista radicalshic. Il vino del
vincitore, il vino di chi vince sempre non e' piu' il vino che bevevi a 13
anni di nascosto, per dimostrare a te stesso e agli amichetti che eri forte...
Non e' piu' il vino alcoloso e tannico che ti fa icespicare la lingua quando
parli... (scrivo questo per chi conosce il vino, per chi lo conosce davvero
di persona, non per sentito dire). Non e' il vino, non e' piu' quel vino, quello
delle notti d' inverno, quel vino che ti possedeva, quel vino che ti dava forza,
ti faceva sentire le mani calde anche se c' era la neve attorno.
Non e' quel vino che ti dava coraggio, a volte irascibilita'...
Quel vino che si intonava coi vizi capitali, non e' piu' quel vino.
Il vino d' oggi ha un prezzo piu' alto, e' un vino ben curato, il suo sapore viene
tenuto sotto controllo da accorgimenti tecnici nel migliore dei casi, quando poi,
la grande industria lo taglia con uve provenienti dal Cile, o prima, dall' Argentina,
o dalla California. O quelli, che per esigenze di distribuzione ne modificano il
sapore con sostanze chimiche perche' la produzione di quest' anno sia uguale
a quella scorsa o delle altre annate... E tutto questo per compiacere una maledetta
 (stramaledetta) multinazionale del vino che conquista il mercato a suon di milioni
di euro (o di dollari), in pubblicita' spalmando dei piccoli miti regionali o provinciali
sul vino di una nazione intera. No! io non ci sto! Io rivoglio il mio vino, bianco o
rosso che sia deve essere un vino che parla come me, come mio padre e come
mio nonno! Che parla di quei terreni sabbiosi che nascono fra San Gavino e
Sardara, e crescono d' ampiezza fra Pabillonis e Mogoro, coperti di vigneti,
ad Arcidano e Terralba, fino a trovare il mare nel golfo di Oristano.
Chi mi conosce sa di che pasta sono fatto: nel marketing del vino e' possibile
farsi pubblicita' a pagamento su internet, la signorina di adwords mi disse che
un investimento utile era 100,00 di adwords. No, non si fa cosi'.
Questo blog e' la piattaforma, il contenuto informativo che puo'
fare davvero la giusta pubblicita' al vino sardo.
Noi non compriamo, non paghiamo il pizzo nei servizi! ci costruiamo da noi
le strutture.Allora cari amici, amanti del vino, riprendiamocelo il nostro vino!!!
Riprendiamoci la nostra terra!!! riprendiamoci la nostra sovranita' alimentare!!!







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I vini sardi non si vendono

I vini sardi non si vendono

I vini sardi non si vendono, cosi' sentenzia un titolo dell' unione sarda
del 20 maggio 2012. Sul fatto che i vini sardi si vendano o meno e' stato aperto
un dibattito a cui hanno partecipato i proprietari delle maggiori cantine di vino
della Sardegna. Partiamo da una premessa, fino agli anni 80 un proverbio
diceva: in Sardegna c' e' piu' vino che acqua...
La Sardegna, da sempre terra di vini, ha accusato un cambiamento.
Nel bar centrale del mio paese il barista lamenta che vino se ne vende pochissimo,
nonostante lui lo tenga in prima fila ben in vista. Dice che il vino lo consumano piu'
i giovani degli anziani, non sono particolarmente colti, non hanno particolare cultura
in fatto di vini, bevono vini dal "gusto morbido e avvolgente" esclusivamente rossi, 
rossi sardi, come  Monica di Dolianova, (secondo me bevono quello perche'
non ne trovano di migliori, in quanto il barista deve applicare il suo ricarico, cerca
un vino che costi poco in partenza). Le ragazze consumano solo il 2%; e' piu' una
moda passeggera, il vino come moda per l' aperitivo. Sempre il nostro barista, il
primo intervistato, "i vini fruttati, o con note di sapore molto ricercate sono richiesti
solo da somelier o esperti del vino e delle degustazioni".
La nostra opinione sulla vendita dei vini (nostra dello staff di sardinianlife) e' molto
diversa. Secondo noi i vini sardi si vendono eccome, e si venderanno ancor di piu'
quando i produttori sardi si ricorderanno di parlare degli antiossidanti dei vini sardi.
Il vino si vendera' meglio quando sara' accompagnato da parole mirate al proposito,
quando sara' accompagnato da una frase d' autore, cosi' come le multinazionali
accompagnano nelle loro pubblicita' l' immagine del prodotto ad una determinata
canzone, oppure ad altre immagini a cui associare l' idea del vino. Gli antiossidanti
contenuti nei vini rossi sardi sono gli antociani, questi antociani sono sostanze
coloranti, antiossidanti contenute nella buccia degli acini, sono responsabili dei
colori rosso viola e blu. La vite produce questi antociani per difendersi dall'
insolazione forte e costante, e noto a tutti che la Sardegna sia la regione d' italia
con la maggiore insolazione annua, dati dell' aeronautica italiana vedono Cagliari
al primo posto, Palermo al secondo, e a seguire Alghero e altre localita' dell' isola
sarda. Gli antociani sono prodotti grazie alla presenza di minerali nel suolo, e
come risaputo la Sardegna ha sempre avuto una vocazione mineraria, fin dall' eta'
del bronzo, la Sardegna ha sempre avuto miniere... Ora, questi due fattori, presi
assieme creano la spiegazione del perche' i vini rossi sardi contengono il
doppio degli  antiossidanti di tutti gli altri vini del mondo. E' solo per questo,
solo una questione climatica e geologica, non c' e' nessuna magia... Alcune ricerche
dell' universita' di Milano hanno evidenziato come un alimentazione col giusto
apporto di antiossidanti, (antociani) possa limitare la formazione di grasso sull'
addome, che e' quello maggiormente responsabile di problemi cardiaci e
cardiovascolari. Ecco, quando presentiamo il prodotto in questi termini
i nostri vini sardi vincono sempre... Non c' e' confronto.





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Il Vino e gli idealismi del secolo scorso. 

Il Vino e gli idealismi del secolo scorso. 

Il Vino e gli idealismo del secolo scorso, un tema complesso che esula dal
contesto prettamente vitivinicolo. Un tema che solo il nostro "blog da osteria"
 piuttosto estremo puo' trattare. Il vino fu per le sue qualita', l' attore principale
e lo sfondo di tutte quelle storie di uomini accadute realmente al tempo dei
totalitarismi del secolo scorso. Il vino per la sua capacita' di dare coraggio,
dare forza, lenire il dolore e la fatica, creare coesione in un gruppo, fu usato e
incoraggiato da tutti quegli ideali fascisti, comunisti e anarchici, quegli stessi ideali
che convincevano i giovani ad imbracciare un fucile per l' idea stessa. Il vino,
nella cultura di quel tempo era capace di alterare lo stato emotivo, capace di
amplificare sensazioni estreme, una vera e propria droga pesante, pero'
con l' alibi di essere socialmente accettabile e accettata.
All' interno di quegli idealismi e di quei circoli il vino e l' alccol in genere venivano
consigliati e raccomandati a tutti i livelli. Il vino era un mito, continuamente mitizzato
sia fra i comunisti che i fascisti. Il mio professore di letteratura alle scuole superiori
raccontava di quando loro studenti al classico si riunivano la notte a leggere Marx,
Lenin e Dostoievsky, e mentre studiavano questi bevevano vino! (giuro! sono
parole del mio ex professore, che ideali & vino apparte, stimavo molto per essere
un professore quasi geniale). Credo che bevessero per fissare in modo emotivo una
specie di experience di vino e filosofia, vino e storia; o forse il vino li aiutava a fare
un "revival" degli anni d' inizio secolo, nel bel mezzo del boom economico degli anni
60, dell' avvento del consumismo, tornare indietro sul piano della carica emotiva al
ventennio o anche prima, "ai tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti"
come cantava Francesco Guccini, uno che di vino se ne intende...

Non abbiate dubbio, il vino che socialmente ebbe altri compiti di socializzazione
e comunicazione, di vera saldatura sociale, il vino che nelle comunita' isolate in
montagna o nelle campagne era un passaggio iniziatico per i ragazzi che
cominciavano a diventare uomini. Il vino in altri frangenti e' stato usato come puro
strumento di controllo delle masse, assieme ad altri strumenti come l' energia, il
lavoro, la religione ed altri. Il vino e' stato introdotto nelle varie dottrine ideologiche
 dagli stessi maestri e padroni dei totalitarismi; non troverete mai una parola sul
vino e gli alcolici nelle opere di Karl Marx, ma tutti i seguaci del marxismo avevano
 rapporti stretti con l' alcool, tutti gli artisti di ideale comunista o marxista avevano
rapporti troppo frequenti e  troppo continuati col vino e con l' alcool in genere.
E consci dell' effetto emulazione hanno perseverato fino all' ultimo.
Questa foto l' ho inserita in quanto immortala quell' epoca, di lotte per i diritti,
di speranze e di lavoro instancabile, sono Sacco e Vanzetti, due uomini morti per i loro ideali.

Cio' che lascia straniti e' il fatto che con un utilizzo del vino anche fra gli adolescenti,
un utilizzo del vino frequente e in tutti gli aspetti della vita sociale e del privato, la piaga
dell' alcolismo non fosse estesa e dolente come oggi. Forse in antitesi al vino si poneva
il lavoro: li dove il bicchiere serviva a dimenticare c' era anche il lavoro che chiamava
ad essere presente nel mondo reale per ricostruire. Ed e' li, che dopo il comunismo e
il fascismo, che con ideologie e vino hanno fatto tanti morti e tanti martiri, il vino nella
ricostruzione torna ad essere autore, aiuta i lavoratori a socializzare, ricrea armonia,
scandisce il tempo e le pause come il sole e i suoi solstizi.
Oggi si parla ancora di Gladio, stand by hand, strategia della tensione e bipolarismo
esasperato... Tutte cazzate per riempire i giornali e per distrarre i cittadini onesti dall'
unica vera cosa importante: decidere il loro futuro, in modo veramente democratico,
senza scioperi, senza manifestazioni. Io son sicuro che nella strategia della tensione il
vino e' stato inserito, assieme alle droghe, in un modo lucidamente criminale,
esattamente come fecero i totalitarismi. Anche in Russia, in Moldavia, il vino era molto
diffuso prima di Gorbaciov, e si coltivava molto la vite.
Poi quello sciagurato le fece espiantare perche' a dir suo si facevano troppi discorsi
fra ubriachi. Naturalmente i loro vini da 11 gradi non hanno molto in comune coi nostri
di 13,5. Adesso, in questi ultimi anni le aziende cercano di esportare il vino anche
negli Emirati Arabi, speriamo non lo stiano facendo con l' idea di minare la societa'
araba... Li il totalitarismo esiste gia', anche senza bere vino, anche senza marxismo
e fascismo. Per non parlare degli americani poi, che stanno producendo
anch' essi il vino, ma un vino tutto chimico come la cocacola.

Povero vino, prodotto nobile; vino principe a titolo di diritto sulle tavole dei sardi,
degli italiani, degli europei. Vino usato nella storia come un assassino su commissione.
Povero vino, bevanda nobile che vive di spirito suo, degradato a strumento di potere
e di controllo delle masse. Un ultima parola mi sia concessa: Spartaco,
"schiavo macedone morto libero, disse
"il vino piu' buono e' quello bevuto in casa propria"...
Allora ribelliamoci! diventiamo consapevoli del fatto che il vino da coraggio e
forza, per essere usato sia in positivo che in negativo. E allora viva la liberta'!
Decidiamo il nostro destino! Decidiamo il nostro vino!











Tag: vino, alcool, vino e idealismi, vino e secolo scorso,




Il Vino e la Crisi

Il Vino e la Crisi

Il Vino e la Crisi, due argomenti difficili ed immensi da trattare sia da soli che assieme.
Il Vino e la crisi nelle varie epoche storiche son sempre andati d' accordo assieme, si pensi alle guerre d' indipendenza, mancava il pane e la legalita' ma non il vino.
Si pensi al "Narciso e Boccad' Oro" che nella germania tardomedioevale descrive l' avvento della mietitrice,
la peste che prese con se forse 100 milioni di uomini; racconta che durante la peste la gente moriva e le
dispense restavano abbondanti ed incustodite. Niente paura, per il contagio aereo servono condizioni di umidita' particolari in cui il batterio della peste deve insediarsi presto, se no muore disidratato.
Le dispense e le cantine rimanevano incustodite, senza piu' legittimo padrone, anche questa e' crisi...
In Sardegna quella peste arrivò in ritardo, portata da un contingente sardo che aveva combattuto assieme agli spagnoli e che al ritorno sbarcarono ad Alghero. Ma il vino e la crisi tornarono tante volte nella storia a
farci compagnia (noi preferivamo il vino e basta).
Le crisi indotte in Sardegna da una dinastia di re dell' ultimo minuto, come i savoia, un casato reale last minut, che la storia volle proprio da noi come il flagello delle cavallette. Quanto del patrimonio sardo e' stato venduto per pagare le guerre d' indipendenza? quanto e' costato all' isola essere amministrata da un re lontano? eppure il vino non e' mai mancato.
E' mancato il grano, ma non il vino... Il vino ebbe il merito di continuare ad esistere malgrado tutto e di
continuare a bagnare i pranzi dei sardi, di quelli che se lo potevano permettere, di rifocillare i viaggiatori,
di rallegrare il carnevale, in tutti i paesi dell' isola.
Il vino, all' inizio del secolo scorso veniva venduto nelle bettole e nelle osterie che oltre ai teatri
erano gli unici ritrovi di vita mondana di quel tempo. Succedeva spesso che i debitori bevessero a paghero',
questo per le crisi cicliche dei mercati, ma fare credito era anche nell' interesse dell' oste.
Tanti uomini si indebitavano per il vino e spesso anche per il gioco, che a quel tempo era molto diffuso.
"Il Vino, Il gioco e La Crisi", che allegra compagnia...
Comunque allora, i soldi spesi in vino o sprecati nel gioco rimanevano sempre in seno alla comunita',
non c' erano multinazionali che se li portassero via lontano. Il vino fungeva in quel tempo da "consolatore"
di anziani soli, o di persone sole, un po' come oggi i farmaci passati dalla sanita'. Il vino
lasciava strascichi di cefalee e debolezza, e passavano con un altro bicchiere di vino...
comunque il vino e la crisi hanno sempre fatto parte della vita sociale e della stria della Sardegna e dell'
Italia intera. Il Vino e la crisi insomma, due malatie sociali complementari che assieme si mitigavano e si
davano l' alibi l' un l' altra. Il vino e la crisi erano 2 facce della stessa medaglia.
E' dunque un aspetto inconscio dell' uomo quello di rifugiiarsi nell' alcool, un aspetto su cui hanno
giocao la religione, i reggimi, i colonizzatori che mitizzavano il vino in mezzo alle file del popolo
colonizzato per minare le possibilita' di riscatto sociale. Durante la crisi del 1929 in Germania
all' avvento di Hitler vigeva l' embargo da parte di Inghilterra e Stati Uniti.
Gli unici posti di ritrovo in Germania erano le birrerie, non avendo la Germania caffeterie e bevande analcooliche.
E' chiaro che una nazione cosi' avrebbe preso un taglio troppo maschilista, tanto da minarne la crescita nel medio periodo.
Il commercio di camicie e profumi ed altri generi shic andava fermandosi.
Fu Hitler stesso a trattare con la cocoacola corporation per far creare una bevanda analcoolica e gassata in germania e
le fabbriche per produrla, nacque cosi' l' aranciata fanta.
In alternativa al vino e alla birra l' aranciata funziono' fin da subito, la fanta si rivelo'
un perfetto esperimento di bevanda analcoolica e ne risenti' positivamente tutta la societa'
tedesca che ricomincio' a crescere ed a fare affari.
<foto tag vini sardi, vini> link www.sardinianlife.com vini sardi.






Il vino come medicina, come emotivita', il vino nei riti religiosi e magici 

Il vino come medicina, come emotivita', il vino nei riti religiosi e magici 

Il vino come medicina, come emotivita', il vino nei riti religiosi e magici...
Sicuramente se non ci fosse stato il vino, il mondo si sarebbe evoluto in modo diverso.
Il vino nella storia e' sempre stato utilizzato (e vissuto) come medicina, come emotivita',
come simbolo e soggetto nei riti religiosi e magici. Senza il vino sarebbe venuto meno
un tratto dell' emotivita' soppratutto maschile. era il vino che dava forza a tanti giovani
guerrieri, il vino che col suo effetto calorico aiutava a superare le notti d' inverno,
l' eisir che ricaricava cavalieri erranti, viaggiatori, era una coppa di vino e di onore
la giusta paga dopo una vittoria in un duello o una tenzone, era il vino la consolazione
dopo una sconfitta. Nell' Odissea Ulisse fa il vino apposta per ubriacare e vincere Polifemo,
accecandolo nel sonno.

Il vino come medicina

Il vino era anche medicina, piu' volte contemplato nei classici greci, anche in Sardegna,
ad Oristano, gli uomini bevevano la vernaccia per superare le febbri malariche e ristabilirsi...
Vi sono  un infinita' di ricette e di consigli, che consigliano il vino da solo o con chiodini di
garofano o altre spezie, per curare malatie o sintomi delle stesse (io personalmente non vedo
nessuna controindicazione in quanto vino e spezie, si tratta di alimenti, che quindi possono
essere usati e abusati senza il rischio di intossicazione, come invece avviene con l' abuso
di farmaci).

Il Vino nella Religione

Il vino nella religione, presente in vari episodi della Bibbia e del Vangelo: il vino e' attore
in primo piano nei simbolismi, nelle parabole o nei miracoli di Gesu' Cristo. Il miracolo
dell' acqua che si trasforma in vino, la parabola del vino nuovo in otri nuovi, la consacrazione
del pane e del vino nell' ultima cena; tutti questi episodi denotano a noi come nel mondo
ebraico e in quello cristiano antico fosse presente il vino, un vino che diventava pietra
filosofale nei discorsi e che segna la storia in eterno. Nel mondo greco classico invece era
adorato Bacco, il Dio del vino, mentre il nostro detto:
"NON FARTI INFINOCCHIARE" discende da un usanza di mettere semi di finocchio
nel vino scadente per correggerne il sapore ed e' un avviso per non farsi correggere o
convincere d' una cosa sbagliata, (c' era anche una divinita' nei Balcani, che permetteva
l' abuso di vino e l' ambiguita' sessuale fra i suoi credenti...). Nel carnevale sardo,
che e' un rituale antico di 7000 anni e proviene dal paganesimo sardo, il vino e' un
fiume che scorre una volta l' anno, inizia subito dopo la festa di Sant Antonio, con i falo'
di Sant Antonio; il vino, le sfilate in maschera e l' allegria sono le valvole di sfogo di una
societa' ristretta, chiusa da un educazione molto rigida che non permette trasgressioni
(se non per carnevale e con tutte le attenuanti del vino); possiamo dire a pieno titolo che
"il vino e' il sangue che anima la magia del carnevale".
Il Vino e il rito della libagione.
allucinazioni divine (o di vino).
Vino antica roma.
Il Vino di San Vero Milis e i festini della leva.

Ed ultimo il Vino nella sfera puramente golosa e godereccia
come la Vernaccia coi mostaccioli e il cernevale epico di Oristano.







Tag: vino, vini, vini sardi, vini rossi, vini bianchi sardi, vini rossi sardi.


VERMENTINO DOC MELIS: UN BIANCO DI RAZZA PURA

VERMENTINO DOC MELIS: UN BIANCO DI RAZZA PURA

 Segnaliamo con particolare attenzione e dovizia questo nostro vino, in quanto prodotto raffinato,
ha un costo molto accessibile, pur essendo garantito nella qualita' dalla vigna di provenienza
Il vermentino doc Melis, vermentino in purezza e' a tutti gli effetti un bianco di razza pura.
Anzi, e' un vino vianco sardo "di razza pura".
La purezza del viticcio e dell' acino e' garantita dalla nostra cantina Melis.
Il vermentino DOC Melis e' un vermentino in purezza, vuol dire che in quella vigna sono presenti
solo ceppi di vermentino, e la purezza dei ceppi e' garantita.
Le nostre uve vermentino vengono coltivate e vinificate secondo il disciplinare.
Noi dello staff di sardinianlife siamo lieti di presentare e di proporre il vermentino in purezza Melis.

image tag vermentino, vermentino Melis
http://www.sardinianlife.com/vini-bianchi/17--vermentino-di-sardegna-doc-bianco.html
Il Vermentino Melis e' un vermentino in purezza, cioe' vendemmiato in una vigna certificata di soli ceppi vermentino, nel territorio fra Uras e Terralba.
Melis Vermentino e' un bianco fresco, piacevole nei profumi e delicato al palato, facile negli abbinamenti e  adatto a tutte le occasioni. 13 %Vol.
Giallo paglierino,  in aperitivo, con antipasti a base di crudo di mare, primi di pasta, fritture e grigliate di pesce ed altro.
Melis Vermentino e' un ottimo aperitivo, anche da solo, non sfigura davanti a nessuno.






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I nostri vini sardi, i vini Melis.
Il vino e' una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione naturale
del succo d' uva (mosto) matura o appassita. I Vini bianchi rossi e rosati
si dividono in vini da taglio (fra i 14 e 16 gradi) e vini da pasto (fra
9 e 12 gradi). In Sardegna, per tradizione, gusti ed altri motivi, prediligiamo
a pasto dei vini che l' enologia considererebbe da taglio.
I principali componenti del vino sono l' acqua (80%), l' alcool (16), la
glicerina, e poi una serie di sostanze di tipo vitaminico o altro.
Torniamo a parlare nello specifico dei nostri vini sardi, i vini Melis.
Cominciamo a parlare dei vini rossi: il vino Triagus, un vino rosso buonissimo
ottenuto dalle uve bovale e da una vigna d' eccezione.
(image triagus, tag vini rossi sardi, bovale, bovale sardo.


I NOSTRI SITI AMICI

I nostri blog e siti amici


Www.sardinianlife.com i prodotti della nostra terra

Salve a tutti i lettori, dedichiamo questo spazio alla presentazione di tutti i siti e i blog
amici in campo vitivinicolo, food e no food, tutti i siti che collaborano con noi
nel lavoro di informazione su vini, Sardegna, ed altro. Nel campo dei vini e 
dei prodotti sardi citiamo per primo http://www.sardinianlife.com/ col quale
abbiamo una parentela stretta, identitaria.
Sardinianlife i prodotti della nostra terra, prodotti sardi e' il sito e-commerce
di vendita di prodotti sardi, vendita di formaggi pecorini sardi, formaggi freschi e
semistagionati. Vendita di vini, vini bianchi e rossi tutti sardi. Importanti i nostri
vermentini sardi DOC e le nostre vernacce di Oristano. Vini da tavola o da
meditazione, col grado alcolico dendenzialmente alto o altissimo...
Ai sardi il vino piace cosi'.
<immage, vini bianchi sardi, Ereb>
Tanto successo hanno riscosso gli amari: amaro di elicriso, liquore di elicriso,

e il liquore di liquirizia assieme ai vari mirti.
Visitate il sito http://www.sardinianlife.com/ Sardinianlife, la porta sulla Sardegna.

Il secondo blog a darci credito fu Cantine Moser condividendo allora il
nostro pos piu' celebre, quello sulla prima vendemmia della storia, le tracce scoperte
di vinificazione in Sardegna, risalenti al 1000 AC.


Pabillonisviaggi:
Pabillonisviaggi ha svolto il servizio anche per noi, accompagnandoci
al "vernaccia sammer fest di Solarussa", festa della vernaccia...
ha svolto lo stesso il servizio per noi e per altri gruppi accompagnandoci al
"Vernaccia Mob" di Oristano, organizzato da Andrea Riccio ed altri
eventi riguardanti il vino a cui il nostro staff ha partecipato.

Pabillonisviaggi e' molto di piu':
offre durante l' anno il servizio di trasporto su chiamata dal Pabillonis e paesi del
Medio Campidano verso Cagliari, Aeroporto, Hotel e villaggi turistici.
Servizio su richiesta o prenotazione telefonica al 328/3426782.

Il progetto All Around Pabillonis:
il progetto all around pabillonis https://www.facebook.com/AllAroundPabillonis?ref=hl
consiste in un progetto rivitalizzante di condivisione, di lavoro di gruppo,
 di festa in un paese, Pabillonis, che ha gia' dato il clock a numerose iniziative,
a gruppi emergenti della musica moderna in Sardegna ed all' estero,
alle gare internazionali di fuochi d' artificio e tanto altro...
Visitate la pagina su facebook .


Hitechblogandnews non c' entra direttamente col vino, oppure, ha una passione
privata per il vino e l' enologia, ma la sua vocazione autentica e' la tecnologia...
l' alta tecnologia. Nel blog http://hitechblogandnews.wordpress.com/ potete
trovare importanti articoli sulle ultime vicende dell' hi tech, e quindi la guerra fra 
Samsung e Apple e la loro battaglia in tribunale per presunta violazione 
dei brevetti, e poi Hotmail che lascia il posto ad Outlook.com, 
e la sicurezza anti intercettazioni di Skype. Temi di importante attualita' 
tecnologica, di avanguardia hi tech. 

Il Pregiudiziohttp://www.ilpregiudizio.blogspot.it/, il blog di Nuvola Marina,
che ospitiamo volentieri.

Non puo' mancare SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE
http://sardegnaunitaeindipendente.blogspot.it/ Blog di politica sarda e Sardegna.


http://lucalancieri.blogspot.it/2012/09/worlds-sounds-colors-shades-lights_22.html 
e' il nostro nuovo amico.


Altra collaborazione con blogger: 4 passi nella mia vita http://4passinellamiavita.blogspot.it/ il blog di Francesca Scirpoli, da Vieste (FG).
Food Blogger di cucina pugliese, blog amabile per la sinteticita', la comunicazione,
e le foto della cucina mediterranea.


Le Ricewtte di Claudia, altro blog amico, molto amico che ci ospita spesso 
sulla sua pagina facebook. http://bloglericettediclaudia.blogspot.it/ e' il suo link. 


Gli orti condivisi della fattoria Giulia, il tuo terreno con infrastruttura copleta 
per coltivare le tue verdure preferite, riposare e/o divertirti, stare in compagnia 
dei tuoi cari amici, in un contesto di benessere fisico e psichico. 

New entry, onorati di condividerlo, il sito San Gavino Monreale . Net http://www.sangavinomonreale.net/ , importante per i sangavinesi ovunque nel mondo e per tutti i campidanesi! 
Sito d' informazione curato e professionale, del paese di San Gavino, 
che e' sempre stato crocevia fra la bassa Marmilla e il Monte Linas, 
la San Gavino della fonderia, della ferrovia a doppio binario, la San Gavino delle scuole 
superiori, magistrali, liceo, enaip. 

Lieti di condividervi...







 Campidano Di-Vino

Campidano Di-Vino 

Salute a tutti, apriamo questo blog, ispirato alla Sardegna, alla pianura del Campidano
ed ai vini sardi con il saluto tipico tradizionale. Questo blog, Campidano Di-Vino
vuole essere uno spazio di cultura, meditazione, discussionesu tutto cio' che riguarda
i vini sardi (i vini bianchi e i vini rossi sardi), l' isola, e piu' precisamente la
pianura del Campidano. Tratteremo argomenti sul vino, sulla cultura del vino,
sulle attrezzature tradizionali e moderne, argomenti di svago (su vino sardo e dintorni).
Vogliamo intercettare discussioni o argomenti trattatni il Campidano, l' uva, ma
anche la cultura e tutto cio' che sa di vino, di vino sardo!
Tratteremo la funzione del vino nella storia, la prima vendemmia della storia
e il ritrovamento dei suoi reperti a Cabras.
Tratteremo la funzione del vino nella religione e nelle filosofie, nella societa',
uno sguardo molto attento alle tecniche di produzione, com' erano prima e come sono
adesso, ed alle mode/tendenze, che viviamo in questo tempo.
Proponiamo nello scrivere le atmosfere del vino, dei vini sardi, dei vini del Campidano.

Buon Vino a tutti!

















Tag: vino, bini bianchi, vini rossi sardi, vini sardi, Sardegna, pianura del Campidano, Campidano,